domenica 30 agosto 2009

116 - STRANIERO

Ero straniero e mi avete accolto! (Mt 25,35)
.
Fui forastero y ustedes me recibieron en su casa. (Mt 25,35)
.
Il mare, quel mare ...
quante disgrazie, quanta sofferenza, quanta tragedia, quanta gente ha incontrato il rifiuto, l'offesa, l'abbandono, la morte.
Morti assurde, morti inutili!
Perchè?
Donne, bambini innocenti gettati in mare.
E' il senso dell'uomo che decade.
E' urgente un impegno concreto verso coloro che soffrono.
E' un problema umano, etico, morale, politico.
Ogni uomo ha diritto di vivere e dobbiamo chiederci che cosa dobbiamo fare perchè quell'uomo viva.
(padre Danilo)

.
Invia una mail di commento scrivi a:danilop.blog@gmail.com

sabato 29 agosto 2009

115 - 22^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 30 Agosto 2009

+ Dal Vangelo secondo Marco ( 7,1-8.14-15.21-23)
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo». Parola del Signore
.
Presentazione alle letture
Prima lettura:
Il libro del Deuteronomio raccoglie tante norme che Dio dona al suo popolo, ma presenta alcune pagine di rara bellezza sulla fede e l’amore per Dio. Nella lettura di oggi ascoltiamo il comando ad accogliere e mettere in pratica la sua parola.
Seconda lettura: Anche la lettura di Giacomo è un invito a prendere sul serio e ad accogliere la parola di Dio.
Vangelo: Ancora una polemica degli scribi e farisei con Gesù. L’occasione è data dal lavaggio rituale e da tante altre norme, le cosiddette “tradizioni degli antichi”, che essi osservano e che Gesù invece vuole subordinare alla parola di Dio.
.
Intenzioni per la preghiera dei fedeli:
– Perché la Chiesa ascolti la parola di Dio e la annunci nella sua integrità e purezza, preghiamo.
– Perché i governanti seguano la voce della propria coscienza e si impegnino con onestà per il bene comune, preghiamo.
– Perché le popolazioni colpite da disastri naturali sperimentino la solidarietà e il concreto aiuto di tante persone di buona volontà, preghiamo.
– Perché nelle parrocchie si diffondano sempre più attività di studio della Bibbia e di conoscenza della parola di Dio, preghiamo.
– Perché la nostra comunità viva le usanze e tradizioni popolari come un’occasione per ascoltare la parola di Dio e crescere nella fede, preghiamo.
.
Invia una mail di commento scrivi a:danilop.blog@gmail.com

mercoledì 26 agosto 2009

114 - VASI DI CRETA

Noi abbiamo un tesoro in vasi di creta perchè appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio e non viene da noi.
(2 Cor 4,7)
.
Llevamos este tesoro en vasos de barro, para que esta fuerza soberana se vea como obra de Dios y no nuestra. (2 Cor 4,7)
.
Invia una mail di commento scrivi a:danilop.blog@gmail.com

113 - SALMO 18

Guida: Al maestro del coro. Di Davide,
servo del Signore, che rivolse al Signore
le parole di questo canto quando il Signore
lo liberò dal potere di tutti i suoi nemici
e dalla mano di Saul. Disse dunque:
.
Ti amo, Signore, mia roccia, mia fortezza,
mio liberatore, mio Dio, mia rupe,
in cui mi rifugio; mio scudo,
mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno d lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Nell’angoscia invocai il Signore,
nell’angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido.
.
T. Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Per questo, Signore, ti loderò tra le genti
E canterò inni al tuo nome.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
Si mostra fedele al suo consacrato,
a Davide e alla sua discendenza per sempre.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen
.
Commento

Il Salmo 18 è un inno di gioia e un canto di vittoria. Racconta la salvezza ricevuta da Dio in un momento di grande pericolo. Davide si trova circondato dai nemici e senza via di scampo. Allora invoca l’aiuto di Dio ed egli interviene. Dio “combatte” insieme a Davide emette in fuga tutti i nemici. Per questo Davide si lascia andare alla gioia, al canto, esprimendo tutto l’amore verso il Dio che lo ha salvato. Negli inni di gioia (come il Salmo 18, ma anche il Salmo 47, per esempio e tanti altri) c'è un forte clima di confidenza della persona con Dio. Davide sa che la sua vittoria dipende dalla presenza di Dio e non ha paura di consegnare a Lui tutte le sue paure e debolezze.
Perché sa a Chi ha dato la sua fiducia!
.

Per Riflettere
Rileggo il Salmo e sottolineo le immagini e le parole che Davide utilizza per descrivere la sua relazione di amicizia con Dio.
.
1. Pensando alla mia vita, quando posso dire che Dio mi ha salvato e mi è venuto in aiuto?

2. Gli affido oggi tutte le mie paure e difficoltà, perché solo lui mi può salvare!
.
Invia una mail di commento scrivi a:danilop.blog@gmail.com

venerdì 21 agosto 2009

112 - CREDERE

Credere significa stare sull'orlo dell'abisso oscuro e udire una voce che grida: gèttati, ti prenderò fra le mie braccia. (Kierkegaard)
.
Invia una mail di commento scrivi a:danilop.blog@gmail.com