sabato 29 maggio 2010

230 - TI BENEDICO SIGNORE

Ti benedico finchè io vivrò, nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, e con voce di gioia ti loderà la mia bocca. (Sal 62, 5-6)
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Quiero bendecirte mientras viva y con las manos en alto invocar tu Nombre.
Mi alma está repleta, saciada y blanda, y te alaba mi boca con labios jubilosos. (Sal 62, 5-6)

venerdì 28 maggio 2010

229 - SANTISSIMA TRINITA' (ANNO C) - 30 Maggio 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
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Commento
Il giorno di Pentecoste Gesù comunica se stesso ai discepoli per mezzo dell’effusione dello Spirito Santo. La piena rivelazione di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo si ha nel mistero della Pasqua, quando Gesù dona la vita per amore dei suoi discepoli. Bisognava che questi sperimentassero innanzitutto il supremo dono dell’amore compiuto da Gesù per comprendere la realtà di Dio Amore che dona tutto se stesso. Egli, oltre a perdonare i peccati e a riconciliare l’uomo con sé, lo chiama ad una comunione piena di vita (“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me ed io in voi”: Gv 14,20); gli rivela la ricchezza dei suoi doni e della speranza della gloria futura (Ef 1,17-20); li chiama ad una vita di santità e di donazione nell’amore al prossimo (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”: Gv 15,12). Anch’essi sull’esempio del loro maestro sono chiamati a dare la vita per i fratelli (“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”: Gv 15,13). Per ora essi sono incapaci di accogliere e accettare tali realtà. Lo Spirito Santo farà entrare nel cuore degli apostoli l’amore di Cristo crocifisso e risuscitato per loro, li consacrerà a lui in una vita di santità e d’amore, li voterà alla salvezza delle anime. Non saranno più essi a vivere, ma Gesù in loro (cf. Gal 2,20). Ogni cristiano nel corso del suo cammino è chiamato ad arrendersi all’amore e allo Spirito di Cristo crocifisso e risorto. Oggi è il giorno della decisione.
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Preghiamo
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo
il tuo Figlio, Parola di verità,
e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa’ che nella professione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per Cristo nostro Signore. Amen

lunedì 24 maggio 2010

228 - REGINA DELLA PACE


Salve, Regina, madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!"

domenica 23 maggio 2010

227 - AMORE E VERITA' - M. GANDHI

Colui che cerca la pace deve cercarla dentro se stesso. (M. Gandhi)
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Chi cerca la verità non si fa assalire dalla paura del futuro. (M. Gandhi)
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L'amore mai pretende, dà sempre. (M. Gandhi)
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Non c'è barriera che l'amore non possa abbattere. (M. Gandhi)
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sabato 22 maggio 2010

226 - DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO C) - 23 Maggio 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-16.23-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
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Commento
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante - e non contro - la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordia e con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.
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Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
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Preghiamo
O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra
i doni dello Spirito Santo,
e continua oggi, nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato
agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

giovedì 20 maggio 2010

225 - VIENI SPIRITO SANTO


venerdì 14 maggio 2010

224 - ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO C) 16 Maggio 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
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Commento
La morte di Gesù ha costituito uno scandalo per i suoi discepoli, perché essi si erano plasmati un Cristo senza croce. Ma Gesù di Nazaret è il Messia; e non esiste altro Messia che il crocifisso e il glorificato. È attraverso la catechesi del Signore, risuscitato, che i discepoli capiscono che il Messia doveva soffrire e risuscitare dai morti. Era il disegno di Dio manifestato nelle Scritture. Il senso della croce e dell’accompagnamento dei discepoli sulla croce, si scontra con l’intelligenza, con il cuore e con i progetti dell’uomo. Affinché i discepoli possano essere i testimoni autorizzati di Gesù Cristo, non solo devono comprendere la sua morte redentrice, ma anche ricevere lo Spirito Santo. Gesù si separa dai discepoli benedicendoli e affidandoli alla protezione di Dio Padre. Ascensione del Signore al cielo e invio dello Spirito Santo, per fare dei discepoli dei testimoni coraggiosi e per accompagnarli fino al ritorno di Gesù, sono strettamente collegati. Lo Spirito Santo aumenterà la potenza della parola del predicatore e aprirà l’intelligenza degli ascoltatori. Della vita fragile del missionario egli farà una testimonianza eloquente di Gesù Cristo morto sulla croce e vivo per sempre. Nel mondo, al fianco dei discepoli, lo Spirito Santo sarà il grande Testimone di Gesù.

mercoledì 12 maggio 2010

223 - IMMENSA E' LA SUA GRANDEZZA

Lodate il Signore per i suoi prodigi, lodatelo per la sua grandezza. (Sal 150,2)
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Aláben a Dios por sus hechos portentosos, alábenlo por toda su grandeza. (Sal 150,2)

giovedì 6 maggio 2010

222 - 6^ DOMENICA DI PASQUA (ANNO C) - 09 Maggio 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,23-29)
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
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Commento alle letture
Lo Spirito di Dio è il vero protagonista delle realtà pasquali: egli ha trasformato uomini deboli in annunciatori del vangelo e in testimoni coraggiosi del Signore, egli viene comunicato dal Padre ai credenti, egli guida la Chiesa e sorregge la sua memoria, egli le dona la forza perché cammini nella carità. Così si è sviluppata e continua a svilupparsi la tradizione della fede in Gesù. Attraverso lo Spirito Dio continua a dimorare in mezzo a noi. Lo Spirito, perciò è l’unica cosa da richiedere per testimoniare nel mondo la novità della risurrezione e per edificare nel tempo la Chiesa autentica.
Il vangelo ci affida la promessa dello Spirito: la conseguenza prima di questa presenza è la pace, dono del Risorto, diversa dalla pace di cui parlano i signori della terra. La pace del Risorto è il dono dell’immersione nel mistero pasquale, che rende partecipi della sofferenza, ma anche della gioia della risurrezione. E’ dunque diversa dalla pace che risulta da un precario equilibrio di forze e poteri o anche da una fugace interruzione di un conflitto interiore. E’ la pace fondata su Dio, che porta al di là di ogni turbamento.
La prima lettura ci pone di fronte ad un conflitto vissuto nella Chiesa delle origini, ma anche alla sintesi tra vecchio e nuovo che ne è scaturita. Attraverso questo racconto siamo invitati a non temere i conflitti, ma ad affrontarli lasciandoci guidare dallo Spirito. Dallo Spirito e dalla testimonianza è venuto anche allora l’orientamento per l’unità della chiesa. Attraverso un linguaggio simbolico la seconda lettura ci parla della storia resa trasparente dalla presenza dell’eterno in essa. Ci offre una immagine della città celeste, nella quale può rispecchiarsi la città terrena, comunità peccatrice e in cammino. Al di là della metafora, importante è la promessa: la visione di Dio può trasformare il mondo.

lunedì 3 maggio 2010

221 - INSEGNAMI I TUOI SENTIERI, SIGNORE

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. (Sal 24, 4)
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Haz, Señor, que conozca tus caminos, muéstrame tus senderos.